Le Nostre Cantine
Un viaggio attraverso le eccellenze vinicole italiane. Selezioniamo solo produttori che rispettano la terra e la tradizione.

Angelo Negro
Angelo Negro è una delle famiglie più antiche del Roero: un estratto catastale del Comune di Monteu Roero attesta che già nel 1670 un Giovanni Dominico Negro coltivava viti nella stessa zona dell'attuale podere Perdaudin, oggi vigneto bandiera della casa. L'azienda contemporanea nasce a inizio Novecento intorno al capostipite Angelin e si afferma negli anni Ottanta grazie alla scelta netta di lavorare solo vitigni autoctoni piemontesi vinificati con metodi tradizionali. Oggi è condotta da Giovanni Negro con la moglie Maria Elisa e i quattro figli Gabriele, Angelo, Emanuela e Giuseppe. La cantina può contare su quasi 70 ettari distribuiti su quattro tenute — Cascina Perdaudin a Monteu Roero, Cascina San Vittore a Canale, Cascina Basarin a Neive e Cascina Baudana a Serralunga d'Alba — che le permettono di presidiare simultaneamente le tre denominazioni grandi del Nebbiolo piemontese: Roero, Barbaresco e Barolo. Il cuore identitario resta però il Roero, dove i suoli sabbioso-calcarei ricchi di conchiglie fossili marine danno vini di mineralità salina e tannino sottile, distinti dalle Langhe argillose. Tra le etichette più riconosciute, il Perdaudin Roero Arneis Riserva DOCG, il Sudisfà Roero Riserva (Tre Bicchieri Gambero Rosso per undici anni consecutivi), il Ciabot San Giorgio (Tre Bicchieri 2025) e il Sette Anni Riserva (Falstaff Trophy Piemonte Bianco 2025).

Azienda Agricola Pazzi Gabriele
L'Azienda Agricola Pazzi Gabriele nasce nel 1950 a Tolena, una località ai piedi di Castellina in Chianti, quando Marcello Pazzi vi arriva a tredici anni dalle Marche con la famiglia. Dopo i primi anni in mezzadria, i Pazzi comprano il podere dove oggi vivono il figlio Gabriele e il nipote Danilo. La cantina è un caso scuola di scala minima: tre ettari di vigneto, conduzione interamente familiare, indipendenza assoluta in vigna e in cantina. Gabriele cura personalmente ogni operazione; Danilo, laureato a Firenze in Viticoltura ed Enologia dopo l'Istituto Agrario di Siena, nel 2020 convince il padre a destinare le uve migliori alla prima bottiglia di famiglia — un Chianti Classico DOCG di pura Sangiovese da vigneti di tredici-ventidue anni a trecento metri di altitudine su argille calcaree plioceniche. Le scelte enologiche sono coerenti con la filosofia: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, vinificazione e affinamento esclusivamente in vasche di cemento, nessun legno, nessun additivo invasivo. L'obiettivo dichiarato è assecondare il naturale ciclo vegetativo delle piante senza influenzarlo. L'etichetta — Casa Pazzi con la porta blu sopra ai vigneti — è la sintesi visiva di tre generazioni di lavoro silenzioso.

Balbiano
Il motto storico delle Cantine Balbiano è "nuove tecnologie nel rispetto e al servizio della tradizione". Una posizione concreta, non uno slogan: cascina ottocentesca ristrutturata che oggi ospita una cantina con vasche in acciaio inox termocontrollate, micro-ossigenatori, filtri di precisione. Il legno è usato con misura, solo dove serve davvero — come per il Barbarossa o il Vigna della Regina (sei mesi in tonneaux, poi cemento). La filosofia è cristallizzata sul Freisa, vitigno-bandiera della Collina Torinese: tre generazioni concentrate su un'unica famiglia di vini, dal frizzante quotidiano al cru. Francesco Balbiano è stato presidente del Consorzio di Tutela DOC Freisa di Chieri, e ha guidato la collaborazione scientifica con la Facoltà di Agraria dell'Università di Torino. L'altra dimensione è la memoria: Franco ha fondato i Musei Balbiano (oltre 2.000 oggetti contadini + giocattolo antico). La cantina come archivio vivente del territorio.
Bepin De Eto
Bepin De Eto è il soprannome dialettale di Giuseppe Ceschin, padre di Ettore: "Giuseppe del Nicoletto", il nonno capostipite. Un nomignolo di famiglia che Ettore, fondatore nel 1965, ha portato in etichetta — oggi proseguito dalle tre figlie, quinta generazione al lavoro. La sede è a Borgo Colle di San Pietro di Feletto, nel cuore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, area Patrimonio UNESCO. Sotto lo stesso tetto convivono due anime spesso scollegate nella zona: i Prosecco DOCG (Brut, Extra Brut, Extra Dry, più gli aziendali Vaiss, Flavé, Moscato) e i vini fermi della DOCG Colli di Conegliano — Croda Ronca, Greccio Rosso — con IGT Colli Trevigiani e il passito Faè. Una gamma di circa 15 etichette su 500.000-1.000.000 di bottiglie l'anno. La cantina tiene insieme barricaia in legno per i rossi e autoclavi in acciaio per la presa di spuma. Dal 1974 logo d'autore Renato Varese, dal 1999 mostre d'arte; nel 2026 il cortometraggio "Opera di Famiglia" per il sessantesimo anniversario.

Biondi Santi
Biondi Santi è la cantina della Tenuta Greppo a Montalcino che ha inventato il Brunello di Montalcino: l'imbottigliamento del 1888 firmato Ferruccio Biondi Santi è l'atto di nascita della categoria. Sangiovese Grosso clone BBS-11 su 32 ettari di galestro tra 350 e 500 metri, vinificazione in cemento vetrificato con lieviti indigeni, lunghi affinamenti in botte grande di Slavonia, nessuna barrique. Dal dicembre 2016 maggioranza EPI Group (Christopher Descours); dal 2017 wine director Federico Radi.

Ceci
Cantina Ceci, produttrice di vini eccellenti.

Cerminara
Cerminara è la cantina artigianale di Cirò Marina (KR), Calabria, gestita dai tre fratelli Pierpaolo, Saverio e Sergio Cerminara, che nel 2015 hanno lasciato i mestieri precedenti (ingegneria meccanica, farmacia, contabilità) per tornare nelle vigne di famiglia. Sei ettari distribuiti tra colline e pianure all'interno della DOC Cirò, sull'areale jonico settentrionale della Calabria, dove le prime viti furono piantate dal nonno circa sessant'anni fa e ampliate da padre e zio. La prima vendemmia firmata Cerminara è la 2020. La cantina aderisce alla Cirò Revolution, il collettivo di vignaioli calabresi nato in opposizione alla modifica del disciplinare Cirò Classico DOC che dal 2010 ammette uve internazionali a correzione cromatica: una scelta editoriale netta a favore del monovitigno autoctono, del colore tenue, del tannino vivace, della sapidità marina. La filosofia operativa è coerente: cura biologica della vigna senza certificazione formale, minimo interventismo in cantina, lieviti indigeni, fermentazioni spontanee, macerazioni misurate, affinamenti integrali in acciaio senza passaggi in legno. Tre vini in gamma — il Cirò Rosso DOC RCS (Gaglioppo 100%), il Cirò Rosato DOC (Gaglioppo 100%), il Calabria IGT Bianco Dune di Marinella (Pecorello + Greco Bianco) — tutti prodotti microscala (~100 casse complessive/anno). Distribuzione selezionata in enoteche specializzate italiane (Apewineboxes, Enoteca Terruli, Santa Maria Fornello Pronto, Tesori di Villa Sostaga) e negli Stati Uniti via Strade Bianche Wines.

COS
Dal 1980, COS è la cantina di Vittoria che ha riportato il Cerasuolo dentro la modernità e l'anfora di terracotta dentro il vino italiano contemporaneo. Fondata da tre amici ventenni — Titta Cilia, Giusto Occhipinti, Cirino Strano — è oggi un riferimento internazionale del vino naturale e della biodinamica siciliana: circa 40 ettari nel sud-est dell'isola, 150 pithos in cantina, prima DOCG di Sicilia (Cerasuolo di Vittoria, 2005) tra i protagonisti.

Domenico Clerico
Domenico Clerico è una cantina di Monforte d'Alba fondata nel 1976, quando Domenico prese in mano i 4 ettari del padre Clemente e nel 1978 firmò la sua prima vendemmia con il Visadì Dolcetto. Negli anni Ottanta diventò uno dei volti dei Barolo Boys insieme a Elio Altare, Luciano Sandrone e Roberto Voerzio — il gruppo di vignaioli che portò in Langa rese basse, fermentazioni controllate e barrique francese, riscrivendo lo stile del Barolo moderno. Da quella stagione nacquero i vini che ne hanno fatto la storia: il Ciabot Mentin in Ginestra dal 1982 — dedicato al padre — il Pajana, il Percristina in Mosconi per la figlia, e dal 2006 l'Aeroplanservaj a Serralunga d'Alba. Oggi la cantina lavora 21 ettari tra Monforte e Serralunga, sotto la guida della moglie Giuliana e del team enologico diretto da Oscar Arrivabene, che porta avanti la visione del fondatore — scomparso nel luglio 2017 — affiancando alla barrique anche la botte grande in un dialogo più maturo tra modernismo e tradizione. I cru centrali restano Ginestra, Bussia, Mosconi e San Pietro; Serralunga è la più recente fuga lirica del fondatore.

Elena Fucci
Azienda agricola di Barile (PZ), fondata da Elena Fucci nel 2000 sui vigneti acquistati dal nonno Generoso negli anni '60. Mono-cru, mono-vitigno (Aglianico del Vulture), mono-etichetta (Titolo) declinata in più versioni — Classico, Pink Edition, by Amphora, Riserva, Spumante, Vermut. Vigneti a 600 m s.l.m. sui suoli vulcanici del Monte Vulture, alcune viti oltre 70 anni. Tre Bicchieri Gambero Rosso per 17 annate consecutive dalla 2004; Chiocciola Slow Wine 2025.

Gaja
Gaja è la cantina di Barbaresco fondata nel 1859 da Giovanni Gaja, oggi giunta alla quinta generazione con Gaia, Rossana e Giovanni Gaja, figli di Angelo. Sono oltre 92 ettari di vigneti in Piemonte (Barbaresco e Barolo) e una produzione media intorno alle 350.000 bottiglie l'anno. La svolta storica è degli anni Sessanta: Angelo Gaja, ventunenne nel 1961, taglia le rese, vinifica i cru separatamente e introduce la barrique francese sul Nebbiolo. Tra il 1967 e il 1978 acquisisce le tre vigne che diventeranno mito critico mondiale - Sorì San Lorenzo, Sorì Tildin, Costa Russi - e tra il 1988 e il 1996 estende il gruppo a Serralunga (Sperss), La Morra (Conteisa-Cerequio), Montalcino (Pieve Santa Restituta) e Bolgheri (Ca' Marcanda). Il motto di Clotilde Rey - Fare, saper fare, saper far fare, far sapere - è oggi la dottrina industriale della famiglia: qualità, mestiere, delega, racconto, in quest'ordine. Gaja ha cambiato la grammatica con cui si parla delle Langhe nel mondo.

Marchesi Alfieri
Marchesi Alfieri è una storica azienda agricola del Piemonte, con sede nel castello di San Martino Alfieri tra le colline del Monferrato astigiano, a metà strada fra Asti e Alba. Gli archivi di famiglia attestano vigne sul colle già dal 1337, mentre il feudo viene concesso agli Alfieri nel 1616 da Carlo Emanuele I di Savoia; la cantina storica in mattoni e la trasformazione barocca del complesso datano 1696, anno che la famiglia ha scelto come pietra miliare nel proprio claim. Nel 1851 il matrimonio fra Carlo Alfieri di Sostegno e Giuseppina Benso di Cavour porta in tenuta l'influenza di Camillo Benso di Cavour, che — su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart — introduce in Piemonte il Pinot Nero proprio attraverso queste vigne. Dopo il passaggio del 1982 a Casimiro San Martino di San Germano, dal 1988 l'azienda è guidata dalle tre figlie Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano. Dal 1999 il direttore tecnico ed enologo è Mario Olivero, il cui arrivo coincide con i tre Tre Bicchieri consecutivi del Gambero Rosso per l'Alfiera Barbera d'Asti Superiore (1999, 2000, 2001). Oggi la tenuta conta 140 ha complessivi di cui 21 ha vitati (16 ha a Barbera, il resto fra Pinot Nero, Grignolino e Nebbiolo) per circa 100.000 bottiglie all'anno, certificata SQNPI per la produzione integrata.

Marchesi di Barolo
«Conoscenza e rispetto»: due parole che la famiglia Abbona ha scelto come perno della propria filosofia produttiva. Non slogan, ma metodo. Conoscenza dei vitigni autoctoni (Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Moscato), delle singole vigne, delle annate. Rispetto delle peculiarità di ogni terroir e delle tradizioni di vinificazione. Il motto operativo è «coniugare tradizione ed evoluzione». L'azienda lavora i principali vitigni delle Langhe, del Roero e del Monferrato vinificando i più prestigiosi cru in purezza — Cannubi, Sarmassa, Coste di Rose. Cinque botti storiche di rovere appartenute alla Marchesa Giulia, restaurate, sono ancora oggi in uso per fare Barolo. La wine library aziendale conserva oltre 30.000 bottiglie storiche risalenti al XIX secolo — non un magazzino, ma un archivio vivente del Barolo come istituzione enologica.

Marchesi Frescobaldi
I Marchesi Frescobaldi rappresentano oltre 700 anni di storia vinicola toscana, dal 1300 ai giorni nostri, con 30 generazioni che hanno saputo intrecciare arte, finanza e viticoltura. Oggi la famiglia coltiva circa 1.200 ettari vitati distribuiti in 9 tenute, ciascuna espressione di un terroir distintivo della Toscana — dalla freschezza di Chianti Rufina alla potenza di Brunello, dall'eleganza di Bolgheri (Ornellaia, Masseto) all'austerità di Pomino in altura.

Marco De Bartoli
Cantina De Bartoli, produttrice di vini eccellenti.

Michele Chiarlo
Michele Chiarlo nasce nel 1956 a Calamandrana, nel cuore dell'Astigiano, dal sogno del giovane enologo Michele — figlio del contadino Pietro di Bubbio — di valorizzare le uve autoctone piemontesi attraverso una selezione rigorosa dei cru. In sessant'anni l'azienda è diventata sinonimo della nuova Barbera d'Asti e dei grandi cru di Barolo, Barbaresco, Nizza e Gavi: 110 ettari vitati, oltre un milione di bottiglie l'anno, il 78% in export, ma sempre dichiaratamente '100% Piemonte'. La filosofia produttiva ruota attorno a tre cardini: selezione dei cru storici (Cerequio, Cannubi, Asili, La Court, Montemareto, Rovereto), viticoltura di precisione con sostenibilità integrata, e vinificazioni fedeli al vitigno. Dal 2013 tutti i Grand Cru sono certificati VIVA Sustainable Wine, con la cantina di Calamandrana trasformata in modello di Green Experience: facciata vegetale dal 2016, fotovoltaico dal 2024, zero erbicidi da sempre. Nel 2003 Michele Chiarlo apre l'Art Park La Court a Castelnuovo Calcea, primo esempio italiano di land art permanente fra i filari. Oggi guidata dalla seconda generazione, Chiarlo è una presenza fissa nei Tre Bicchieri Gambero Rosso (12 volte con il Cerequio Barolo, l'ultima nella Guida 2026) e nelle migliori guide internazionali.

Monte di Grazia
Cantina Monte di Grazie, produttrice di vini eccellenti.

Monteleone
Cantina Monteleone, produttrice di vini eccellenti.

Paternoster
Cantina storica del Vulture, fondata a Barile nel 1925 da Anselmo Paternoster e oggi parte di Tommasi Family Estates (dal 2016). Pioniera dell'Aglianico del Vulture, è guidata in enologia dalla quarta generazione con Fabio Mecca Paternoster. Tenuta in Contrada Valle del Titolo, vigneti tra 450 e 600 m s.l.m. su suoli vulcanici del Monte Vulture. Gamma costruita sull'Aglianico (Synthesi, Bariliott, Don Anselmo, Barone Rotondo), con Vulcanico Falanghina e Assensi spumante a completarla.

Picariello Ciro
Cantina Picariello Ciro, produttrice di vini eccellenti.

Planeta
La filosofia di Planeta è territoriale prima che enologica: una cantina, sei tenute, sei territori siciliani. Eredità di Diego Planeta, la logica fondativa è che la Sicilia non è un luogo unico ma un mosaico di micro-isole enologiche — Sambuca, Menfi, Vittoria, Noto, Etna, Capo Milazzo — ciascuna con vitigni, suoli e microclimi propri. Non si fa un "vino siciliano" generico: si fa il vino di Ulmo, di Dispensa, di Dorilli, di Buonivini, di Sciara Nuova, di La Baronia. Alessio Planeta — Wine Star Award di Wine Enthusiast come miglior enologo del mondo — preferisce definirsi agricoltore: oltre alle vigne si coltivano oliveti, mandorleti, cereali e si tengono alveari. La cantina è tra i fondatori di SOStain Sicilia (2011) e certificata SOStain dal 2014; dal 2021 l'intera superficie coltivata è in regime biologico. Il programma Planeta Terra articola questa scelta come visione: agricoltura come veicolo di sostenibilità.

Poderi Colla
Poderi Colla è la cantina familiare di Tino e Federica Colla, fondata nel 1994 ad Alba con sede a Cascine Drago, frazione San Rocco Seno d'Elvio. La storia vitivinicola della famiglia Colla in Langa è però documentata dal 1703: oltre tre secoli di radicamento sul territorio. Beppe Colla — fratello di Tino e padre di Federica, scomparso nel 2019 — è stato una figura cardine dell'enologia albese, pioniere della vinificazione separata per singolo cru già dal 1961 e tra i primi a indicare il nome del vigneto in etichetta. L'azienda comprende quattro tenute per 28 ettari complessivi nelle Langhe a sud del Tanaro, fra 210 e 400 metri s.l.m., su Marne di Sant'Agata fossili: Cascine Drago (sede, Nebbiolo d'Alba, Bricco del Drago, Pinot Nero, Riesling), Tenuta Roncaglia a Barbaresco (Barbaresco DOCG e Riserva Beppe Colla), Dardi Le Rose a Bussia di Monforte (Barolo) più una quarta dedicata principalmente all'Alta Langa Pietro Colla. La filosofia produttiva è dichiarata in quattro valori — pazienza, istinto, una vigna un vino, vini umani — e in un approccio non interventista che rifiuta etichette ed eccessi di certificazione pur aderendo al sistema SQNPI.

Porta del Vento
Porta del Vento è la piccola azienda agricola di Marco Sferlazzo a Camporeale, in provincia di Palermo, fondata nel 2005 a circa 550 metri di altitudine su suoli sabbiosi posati su arenaria. Una manciata di ettari coltivati in biologico con preparati biodinamici, vitigni esclusivamente autoctoni siciliani (Catarratto, Grillo, Nerello Mascalese, Nero d'Avola, Perricone, Trebbiano), fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e vini senza chiarifica né filtrazione. Una delle voci più riconoscibili della Sicilia naturale interna, con un'idea di territorio fatta di vento, escursioni termiche e salinità asciutta.

Ratti
Cantina Ratti Ochetti, produttrice di vini eccellenti.

Sella & Mosca
Sella & Mosca nasce nel 1899 come operazione pionieristica: due piemontesi, l'ingegnere Erminio Sella e l'avvocato Edgardo Mosca, bonificano i terreni de I Piani ad Alghero, rimuovendo a mano migliaia di massi per trasformare il pascolo in vigneto. Centoventisei anni dopo, il principio resta: domare un territorio mediterraneo per esprimerlo in bottiglia. La cantina lavora su tre denominazioni distinte — Alghero, Carignano del Sulcis a Giba, Vermentino di Gallura a Berchideddu — riconoscendo che ogni microarea risponde diversamente. Dal 2016, con il passaggio al Gruppo Terra Moretti guidato da Francesca Moretti, è iniziata una fase di valorizzazione del patrimonio varietale autoctono: il Torbato, salvato dall'estinzione negli anni '80, è oggi praticamente esclusivo dell'azienda. Sul fronte tecnico, un dream-team riunisce Vezzola, Caviola e Simonit & Sirch. Coesistono produzione di scala e progetti di nicchia come la Linea Marras con lo stilista Antonio Marras.
Spaccafico
Linea di vini di territorio firmata dalla Cantina Paolo Leo di San Donaci (BR), nel cuore del Salento. Brand dedicato all'espressione dei vitigni autoctoni pugliesi — Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia, Malvasia Nera — con etichette battezzate dai nomi di piccoli uccelli della fauna locale.

Talamonti
Tenuta Talamonti nasce nel 2001 a Loreto Aprutino (PE), sulle colline aprutine ai piedi del Gran Sasso, dall'impegno della famiglia Di Tonno (Antonella Di Tonno e Rodrigo Redmont alla guida; Paolo Benassi enologo). L'azienda lavora 45 ettari su un altopiano di argilla calcarea a 300 m s.l.m., dove il microclima è il risultato dell'incontro tra mitigazione adriatica e ventilazione appenninica — con il Massiccio della Maiella e il Ghiacciaio del Calderone (il più meridionale d'Europa) a chiudere lo scenario a sud. La gamma è costruita sulle varietà identitarie della regione: Montepulciano d'Abruzzo (Modà, Tre Saggi Riserva, Kudos, Rosé Cerasuolo), Trebbiano d'Abruzzo (Trebì, Aternum Riserva) e Pecorino (Trabocchetto), quest'ultimo reintrodotto in via sperimentale dal 2004. Lo stile è riconoscibile: vinificazioni in acciaio inox a temperatura controllata, maturazioni in legno calibrate per non coprire il varietale, ricerca costante di un equilibrio tra concentrazione del frutto, struttura tannica e bevibilità. Talamonti è stata fra le prime aziende familiari italiane del vino ad avviare (dal 2007) un percorso di certificazioni internazionali: oggi vanta BRCGS, IFS, SQNPI, certificazione Vegan, CO2 compensata ed energia rinnovabile. Sul fronte premi, il Rosé 2025 (Cerasuolo d'Abruzzo DOC) ha conquistato il Grand Or al Concours Mondial de Bruxelles e il Trofeo Vinolok come Rivelazione Internazionale Vini Rosati. Il Modà, Montepulciano d'Abruzzo DOC della casa, è citato con regolarità da Wine Spectator, Wine Enthusiast e Robert Parker e ha collezionato Due Bicchieri "Best Buy" sul Gambero Rosso dal 2003 con continuità sorprendente.

Tenuta Bellafonte
Tenuta Bellafonte è una cantina di Bevagna, nel cuore della denominazione Montefalco in Umbria, fondata nel 2007 da Peter Heilbron — milanese di cognome tedesco, ex dirigente di multinazionali agroalimentari e laureato in agronomia. Venti ettari di tenuta, otto vitati tra Sagrantino (piantato a fine anni Novanta) e Trebbiano Spoletino (impiantato nel 2014), su suoli argillosi alternati a marne e arenarie. La cantina è interrata, fotovoltaica e a biomassa, energeticamente autosufficiente. La cifra stilistica è un Sagrantino con tannino più elegante della media e un Montefalco Rosso pensato come vino importante ma di facile approccio.