
Gaja
Dal 1859, Barbaresco. Da sempre, la voce che ha cambiato le Langhe.
Gaja è la cantina di Barbaresco fondata nel 1859 da Giovanni Gaja, oggi giunta alla quinta generazione con Gaia, Rossana e Giovanni Gaja, figli di Angelo. Sono oltre 92 ettari di vigneti in Piemonte (Barbaresco e Barolo) e una produzione media intorno alle 350.000 bottiglie l'anno. La svolta storica è degli anni Sessanta: Angelo Gaja, ventunenne nel 1961, taglia le rese, vinifica i cru separatamente e introduce la barrique francese sul Nebbiolo. Tra il 1967 e il 1978 acquisisce le tre vigne che diventeranno mito critico mondiale - Sorì San Lorenzo, Sorì Tildin, Costa Russi - e tra il 1988 e il 1996 estende il gruppo a Serralunga (Sperss), La Morra (Conteisa-Cerequio), Montalcino (Pieve Santa Restituta) e Bolgheri (Ca' Marcanda). Il motto di Clotilde Rey - Fare, saper fare, saper far fare, far sapere - è oggi la dottrina industriale della famiglia: qualità, mestiere, delega, racconto, in quest'ordine. Gaja ha cambiato la grammatica con cui si parla delle Langhe nel mondo.
“Fare, saper fare, saper far fare, far sapere. La sequenza ordinata di quattro verbi è la vera firma Gaja: prima la qualità, poi il mestiere, poi la delega, infine il racconto. In quest'ordine, mai un altro.”
— EnoVerso · Knowledge Base (interpretazione del motto familiare di Clotilde Rey)
Visione & Filosofia
Barbaresco prima di Gaja era un Barolo di seconda fila. Dopo Angelo, è una denominazione che si racconta da sola. Vedo Gaja così: la cantina che ha cambiato non un vino, ma la grammatica con cui si parla di Langa.
— Centosessantacinque anni, un cognome, una grammatica nuova per le Langhe.
I Vini di Gaja
La nostra selezione dalla cantina
