
Marchesi di Barolo
Dal 1807 a Barolo, dove Giulia Falletti diede al Nebbiolo la forma che oggi chiamiamo Barolo. Dal 1929 la famiglia Abbona custodisce le cantine, oggi alla sesta generazione.
«Conoscenza e rispetto»: due parole che la famiglia Abbona ha scelto come perno della propria filosofia produttiva. Non slogan, ma metodo. Conoscenza dei vitigni autoctoni (Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Moscato), delle singole vigne, delle annate. Rispetto delle peculiarità di ogni terroir e delle tradizioni di vinificazione. Il motto operativo è «coniugare tradizione ed evoluzione». L'azienda lavora i principali vitigni delle Langhe, del Roero e del Monferrato vinificando i più prestigiosi cru in purezza — Cannubi, Sarmassa, Coste di Rose. Cinque botti storiche di rovere appartenute alla Marchesa Giulia, restaurate, sono ancora oggi in uso per fare Barolo. La wine library aziendale conserva oltre 30.000 bottiglie storiche risalenti al XIX secolo — non un magazzino, ma un archivio vivente del Barolo come istituzione enologica.
“Custodi di un'eredità lunga due famiglie e oltre due secoli.”
— Cantine Marchesi di Barolo
Visione & Filosofia
Trentamila bottiglie del Diciannovesimo secolo dormono nelle cantine sotto il castello dei Falletti. Cinque botti restaurate della Marchesa Giulia sono ancora in uso oggi. Marchesi di Barolo non è una cantina: è un archivio vivente.
— Due famiglie, sei generazioni, un solo vino: il Re.
I Vini di Marchesi di Barolo
La nostra selezione dalla cantina
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