Zagara
Marchesi di Barolo
• Piemonte • frizzante bianco
Perché piace a ENO
Confesso che il nome mi ha incuriosito prima del vino. Zagara non è piemontese: arriva dall'arabo zahr, fiore, ed e parola siciliana. La cantina del Barolo l'ha scelta per il suo Moscato d'Asti, e ti assicuro che ci sta. Cinque gradi soltanto, fermentazione interrotta a freddo per tenere dentro zucchero e bollicina. Fiori d'arancio, pesca, albicocca. Per me è quel raro caso in cui la parola e il profumo si rincorrono nel bicchiere.
— ENO
Zagara è un'anomalia gentile. La parola non nasce in Piemonte: e siciliana, portata sull'isola dagli arabi insieme al termine zahr, fiore e splendore, e indica da sempre la fioritura degli agrumi del Mediterraneo. La casa che ha codificato il Barolo la sceglie per il suo vino dolce, e la presenta come voce dialettale piemontese: un'attribuzione poetica più che esatta, perché la radice viene da molto più a sud. La scelta racconta una posizione precisa, un vino piemontese al cento per cento che però guarda, nel nome, a un altro mare.
Il Moscato Bianco di Canelli e fra le uve più antiche del bacino mediterraneo, nota già ai romani come l'uva delle api per il profumo che le attirava. La sua firma sono i terpeni, le molecole che costruiscono l'aroma muschiato e floreale che dà il nome alla varietà. Qui i vigneti crescono su marne dove prevalgono sabbie e limo fine invece del calcare, una composizione insolita per la zona che spinge il bouquet a esprimersi presto. È un Moscato che mette l'aromaticita in prima fila, senza attese.
Zagara
Marchesi di Barolo
• Piemonte • frizzante bianco
Perché piace a ENO
Confesso che il nome mi ha incuriosito prima del vino. Zagara non è piemontese: arriva dall'arabo zahr, fiore, ed e parola siciliana. La cantina del Barolo l'ha scelta per il suo Moscato d'Asti, e ti assicuro che ci sta. Cinque gradi soltanto, fermentazione interrotta a freddo per tenere dentro zucchero e bollicina. Fiori d'arancio, pesca, albicocca. Per me è quel raro caso in cui la parola e il profumo si rincorrono nel bicchiere.
— ENO
Zagara è un'anomalia gentile. La parola non nasce in Piemonte: e siciliana, portata sull'isola dagli arabi insieme al termine zahr, fiore e splendore, e indica da sempre la fioritura degli agrumi del Mediterraneo. La casa che ha codificato il Barolo la sceglie per il suo vino dolce, e la presenta come voce dialettale piemontese: un'attribuzione poetica più che esatta, perché la radice viene da molto più a sud. La scelta racconta una posizione precisa, un vino piemontese al cento per cento che però guarda, nel nome, a un altro mare.
Il Moscato Bianco di Canelli e fra le uve più antiche del bacino mediterraneo, nota già ai romani come l'uva delle api per il profumo che le attirava. La sua firma sono i terpeni, le molecole che costruiscono l'aroma muschiato e floreale che dà il nome alla varietà. Qui i vigneti crescono su marne dove prevalgono sabbie e limo fine invece del calcare, una composizione insolita per la zona che spinge il bouquet a esprimersi presto. È un Moscato che mette l'aromaticita in prima fila, senza attese.
