Pi Cit
Marchesi di Barolo
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Confesso che il nome mi diverte. Pi Cit in piemontese vuol dire il piccolo, il vezzeggiativo per il più giovane di casa, e Marchesi lo usa per un vino tutt'altro che ingenuo. Le due uve vengono fermentate insieme dall'inizio, non mescolate alla fine: una scelta che chiede tempismo, perché maturano in momenti diversi. Violetta, rosa canina, frutta rossa, una trama setosa che scivola via senza spigoli. Per me e piccolo solo di nome.
— ENO
Per secoli nelle Langhe il vino del contadino veniva da una vigna mista, varietà diverse piantate e raccolte insieme, prima che i disciplinari del Novecento imponessero la specializzazione. Nel 2010 una denominazione recente, Alba DOC, ha riportato a norma proprio quel field blend storico. Marchesi di Barolo la interpreta e battezza il vino Pi Cit, il piccolo in dialetto, un vezzeggiativo che è insieme ironico e onesto: dichiara senza giri di parole che questo è il vino più immediato della sua gamma di Langhe.
Nebbiolo e Barbera sono le due anime rosse delle Langhe e si completano in modo quasi didattico. Il primo porta ossatura, acidità e una struttura severa che chiede pazienza; la seconda mette polpa, frutto e una beva pronta. Tenerli separati è la norma. Farli convivere in questo vino significa lasciare che i tannini dell'uno si leghino agli antociani dell'altra già durante la macerazione, quando il legame è più stabile. Il segno nel calice è un tannino levigato, dove il rigore di una varietà viene addolcito dalla generosità dell'altra.
Pi Cit
Marchesi di Barolo
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Confesso che il nome mi diverte. Pi Cit in piemontese vuol dire il piccolo, il vezzeggiativo per il più giovane di casa, e Marchesi lo usa per un vino tutt'altro che ingenuo. Le due uve vengono fermentate insieme dall'inizio, non mescolate alla fine: una scelta che chiede tempismo, perché maturano in momenti diversi. Violetta, rosa canina, frutta rossa, una trama setosa che scivola via senza spigoli. Per me e piccolo solo di nome.
— ENO
Per secoli nelle Langhe il vino del contadino veniva da una vigna mista, varietà diverse piantate e raccolte insieme, prima che i disciplinari del Novecento imponessero la specializzazione. Nel 2010 una denominazione recente, Alba DOC, ha riportato a norma proprio quel field blend storico. Marchesi di Barolo la interpreta e battezza il vino Pi Cit, il piccolo in dialetto, un vezzeggiativo che è insieme ironico e onesto: dichiara senza giri di parole che questo è il vino più immediato della sua gamma di Langhe.
Nebbiolo e Barbera sono le due anime rosse delle Langhe e si completano in modo quasi didattico. Il primo porta ossatura, acidità e una struttura severa che chiede pazienza; la seconda mette polpa, frutto e una beva pronta. Tenerli separati è la norma. Farli convivere in questo vino significa lasciare che i tannini dell'uno si leghino agli antociani dell'altra già durante la macerazione, quando il legame è più stabile. Il segno nel calice è un tannino levigato, dove il rigore di una varietà viene addolcito dalla generosità dell'altra.
