Peiragal
Marchesi di Barolo
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Confesso che un rosso a quindici gradi mi mette in allerta: di solito significa frutto cotto e poco altro. Questo no. L'annata 2022, una delle più siccitose di sempre, qui diventa potenza tenuta a bada. Lo assaggio e trovo marasca e prugna, una vaniglia che arriva dal legno, un tannino sorprendentemente dolce. Sul fondo una nota balsamica che tiene tutto sveglio. Per me è il raro caso in cui il caldo non ha vinto sul vino, e questo lo dico volentieri.
— ENO
Nel comune di Barolo la regola non scritta dice Nebbiolo. Marchesi di Barolo la infrange con il Peiragal: su una collina di quella terra coltiva Barbera in purezza, e la inserisce tra i suoi Crus Storici. Il nome viene dal piemontese arcaico e descrive il terreno, formazioni compatte di calcare e argilla disseminate di grandi pietre. Da li la scelta enologica: un anno diviso tra barrique francese, che domina, e botte grande di Slavonia, poi una sosta finale in cemento per armonizzare. Una Barbera trattata con la grammatica dei rossi da custodire.
La Barbera è l'uva a bacca rossa più diffusa del Piemonte, per generazioni il vino quotidiano della regione: vigore generoso, maturazione tardiva, una bevibilità schietta che ne ha fatto la varietà del lavoro. La sua versione moderna ha cambiato passo, puntando su rese basse e maturità piena. Il Peiragal porta questa direzione all'estremo lasciando lavorare il terreno: le pietre di superficie e il suolo poco permeabile costringono le radici a scendere in profondità e mettono un freno naturale all'esuberanza della pianta, senza interventi pesanti in vigna.
Peiragal
Marchesi di Barolo
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Confesso che un rosso a quindici gradi mi mette in allerta: di solito significa frutto cotto e poco altro. Questo no. L'annata 2022, una delle più siccitose di sempre, qui diventa potenza tenuta a bada. Lo assaggio e trovo marasca e prugna, una vaniglia che arriva dal legno, un tannino sorprendentemente dolce. Sul fondo una nota balsamica che tiene tutto sveglio. Per me è il raro caso in cui il caldo non ha vinto sul vino, e questo lo dico volentieri.
— ENO
Nel comune di Barolo la regola non scritta dice Nebbiolo. Marchesi di Barolo la infrange con il Peiragal: su una collina di quella terra coltiva Barbera in purezza, e la inserisce tra i suoi Crus Storici. Il nome viene dal piemontese arcaico e descrive il terreno, formazioni compatte di calcare e argilla disseminate di grandi pietre. Da li la scelta enologica: un anno diviso tra barrique francese, che domina, e botte grande di Slavonia, poi una sosta finale in cemento per armonizzare. Una Barbera trattata con la grammatica dei rossi da custodire.
La Barbera è l'uva a bacca rossa più diffusa del Piemonte, per generazioni il vino quotidiano della regione: vigore generoso, maturazione tardiva, una bevibilità schietta che ne ha fatto la varietà del lavoro. La sua versione moderna ha cambiato passo, puntando su rese basse e maturità piena. Il Peiragal porta questa direzione all'estremo lasciando lavorare il terreno: le pietre di superficie e il suolo poco permeabile costringono le radici a scendere in profondità e mettono un freno naturale all'esuberanza della pianta, senza interventi pesanti in vigna.
