Zibibbo in Pithos
COS
• Sicilia • Orange
Perché piace a ENO
Mi piacciono i vini che si chiamano in un modo e sono il loro contrario. Questo Zibibbo viene da Marsala, dove di solito lo Zibibbo si fa dolce o liquoroso, e invece COS lo macera sette mesi in anfora come fosse un rosso, lo asciuga, lo rende salino. Quando lo verso non sembra nemmeno Zibibbo: è ambrato, è teso, sa di scorza di arancia e di mare. Bevuto con una caponata o un curry di pesce diventa la cosa più giusta del mondo. È un bianco che ti costringe a riformulare le domande: cosa vuol dire 'bianco', cosa vuol dire 'Zibibbo', cosa vuol dire 'dolce'. Risposta: dipende da chi lo fa.
— ENO
Lo Zibibbo in Pithos nasce dall'incrocio di due storie. La prima è quella di COS, pioniera italiana della vinificazione in anfora di terracotta dal 2000. La seconda è quella della Zibibbo, varietà di origine egiziana o nordafricana — il nome deriva dall'arabo zabīb, uva passa — che in Sicilia è tradizionalmente associata alla produzione dolce e liquorosa di Pantelleria. COS rompe entrambe le convenzioni: porta l'anfora in un bianco e tratta la Zibibbo come uva da vinificazione lunga sulle bucce, non come uva passa. Il vigneto è a Marsala, praticamente sul mare di fronte alla Tunisia. È un Zibibbo che parla africano nel senso più letterale, con un linguaggio enologico contemporaneo internazionale.
Dal 1980, COS è la cantina di Vittoria che ha riportato il Cerasuolo dentro la modernità e l'anfora di terracotta dentro il vino italiano contemporaneo. Fondata da tre amici ventenni — Titta Cilia, Giusto Occhipinti, Cirino Strano — è oggi un riferimento internazionale del vino naturale e della biodinamica siciliana, con circa 40 ettari e 150 pithos in cantina.
Il Zibibbo è il nome siciliano del Moscato d'Alessandria, varietà aromatica a bacca bianca di origine mediterranea orientale. Il nome deriva dall'arabo zabīb, uva passa — eredità della colonizzazione araba della Sicilia tra IX e XI secolo. È il vitigno simbolo di Pantelleria, dove dal 2014 la vite ad alberello pantesco è patrimonio UNESCO. In Sicilia il Zibibbo è tradizionalmente vinificato come passito dolce-liquoroso e moscato spumante. La versione secca, meno diffusa ma storicamente documentata, è quella che COS recupera nell'area di Marsala.
Zibibbo in Pithos
COS
• Sicilia • Orange
Perché piace a ENO
Mi piacciono i vini che si chiamano in un modo e sono il loro contrario. Questo Zibibbo viene da Marsala, dove di solito lo Zibibbo si fa dolce o liquoroso, e invece COS lo macera sette mesi in anfora come fosse un rosso, lo asciuga, lo rende salino. Quando lo verso non sembra nemmeno Zibibbo: è ambrato, è teso, sa di scorza di arancia e di mare. Bevuto con una caponata o un curry di pesce diventa la cosa più giusta del mondo. È un bianco che ti costringe a riformulare le domande: cosa vuol dire 'bianco', cosa vuol dire 'Zibibbo', cosa vuol dire 'dolce'. Risposta: dipende da chi lo fa.
— ENO
Lo Zibibbo in Pithos nasce dall'incrocio di due storie. La prima è quella di COS, pioniera italiana della vinificazione in anfora di terracotta dal 2000. La seconda è quella della Zibibbo, varietà di origine egiziana o nordafricana — il nome deriva dall'arabo zabīb, uva passa — che in Sicilia è tradizionalmente associata alla produzione dolce e liquorosa di Pantelleria. COS rompe entrambe le convenzioni: porta l'anfora in un bianco e tratta la Zibibbo come uva da vinificazione lunga sulle bucce, non come uva passa. Il vigneto è a Marsala, praticamente sul mare di fronte alla Tunisia. È un Zibibbo che parla africano nel senso più letterale, con un linguaggio enologico contemporaneo internazionale.
Dal 1980, COS è la cantina di Vittoria che ha riportato il Cerasuolo dentro la modernità e l'anfora di terracotta dentro il vino italiano contemporaneo. Fondata da tre amici ventenni — Titta Cilia, Giusto Occhipinti, Cirino Strano — è oggi un riferimento internazionale del vino naturale e della biodinamica siciliana, con circa 40 ettari e 150 pithos in cantina.
Il Zibibbo è il nome siciliano del Moscato d'Alessandria, varietà aromatica a bacca bianca di origine mediterranea orientale. Il nome deriva dall'arabo zabīb, uva passa — eredità della colonizzazione araba della Sicilia tra IX e XI secolo. È il vitigno simbolo di Pantelleria, dove dal 2014 la vite ad alberello pantesco è patrimonio UNESCO. In Sicilia il Zibibbo è tradizionalmente vinificato come passito dolce-liquoroso e moscato spumante. La versione secca, meno diffusa ma storicamente documentata, è quella che COS recupera nell'area di Marsala.
