Rovereto
Michele Chiarlo
• Piemonte • Bianco
Perché piace a ENO
Se cerchi il solito Gavi 'vino da aperitivo', salta questo. Rovereto è il Cortese 100% di Michele Chiarlo dal cuore del comune di Gavi — la sottozona DOCG più stretta del disciplinare, ammessa solo dal territorio comunale. Cinque ettari piantati nel 2003 su marne argillose rosso scuro fra i quattrocento e i cinquecento metri, resa molto bassa con diradamento estivo. Pressatura a freddo parziale, cinque mesi sui lieviti in acciaio, zero legno: paglierino verdolino, fiori bianchi, mela Renetta, anice, pompelmo, mineralità sapida. Non è il Gavi che ti aspetti.
— ENO
Quando Michele Chiarlo decide di entrare nel mondo del Cortese sceglie il modo più radicale: una tenuta dedicata nel comune di Gavi, cinque ettari piantati nel 2003, e la sotto-denominazione più stretta del disciplinare — Gavi del Comune di Gavi DOCG, che ammette solo uve dal territorio comunale di Gavi. Il cru Rovereto è una collina di marne argillose rosso scuro con pietre, esposta a Sud-Est fra i quattrocento e i cinquecento metri di altitudine, lavorata con densità di 4.500 ceppi per ettaro a Guyot e diradamento estivo. La vinificazione resta interamente in acciaio — nessun legno — per non sovrapporre nulla al carattere minerale e agrumato del Cortese. Prima vendemmia 1996, enologo Stefano Chiarlo; il vigneto è certificato VIVA Sustainable Wine.
Dal 1956, Michele Chiarlo interpreta i cru storici del Piemonte (Cerequio, Cannubi, La Court, Montemareto, Rovereto) con filosofia 100% Piemonte: solo uve autoctone, sostenibilità VIVA dal 2013, vinificazioni fedeli al vitigno. Seconda generazione (Stefano + Alberto Chiarlo), 110 ettari, oltre 1 milione di bottiglie/anno, 78% export.
Il Cortese è il vitigno autoctono del basso Piemonte e del Tortonese, base esclusiva della denominazione Gavi DOCG. Bacca bianca, acidità naturale elevata, profilo aromatico delicato giocato su fiori bianchi (acacia, biancospino), mela Renetta, agrumi (pompelmo soprattutto), erbe aromatiche fresche e una mineralità che sui suoli di marne argillose del Gavese diventa cifra stilistica. Vinificato in acciaio, dà bianchi sapidi e longevi che con qualche anno di bottiglia sviluppano note di idrocarburi tipiche dei grandi bianchi minerali.
Rovereto
Michele Chiarlo
• Piemonte • Bianco
Perché piace a ENO
Se cerchi il solito Gavi 'vino da aperitivo', salta questo. Rovereto è il Cortese 100% di Michele Chiarlo dal cuore del comune di Gavi — la sottozona DOCG più stretta del disciplinare, ammessa solo dal territorio comunale. Cinque ettari piantati nel 2003 su marne argillose rosso scuro fra i quattrocento e i cinquecento metri, resa molto bassa con diradamento estivo. Pressatura a freddo parziale, cinque mesi sui lieviti in acciaio, zero legno: paglierino verdolino, fiori bianchi, mela Renetta, anice, pompelmo, mineralità sapida. Non è il Gavi che ti aspetti.
— ENO
Quando Michele Chiarlo decide di entrare nel mondo del Cortese sceglie il modo più radicale: una tenuta dedicata nel comune di Gavi, cinque ettari piantati nel 2003, e la sotto-denominazione più stretta del disciplinare — Gavi del Comune di Gavi DOCG, che ammette solo uve dal territorio comunale di Gavi. Il cru Rovereto è una collina di marne argillose rosso scuro con pietre, esposta a Sud-Est fra i quattrocento e i cinquecento metri di altitudine, lavorata con densità di 4.500 ceppi per ettaro a Guyot e diradamento estivo. La vinificazione resta interamente in acciaio — nessun legno — per non sovrapporre nulla al carattere minerale e agrumato del Cortese. Prima vendemmia 1996, enologo Stefano Chiarlo; il vigneto è certificato VIVA Sustainable Wine.
Dal 1956, Michele Chiarlo interpreta i cru storici del Piemonte (Cerequio, Cannubi, La Court, Montemareto, Rovereto) con filosofia 100% Piemonte: solo uve autoctone, sostenibilità VIVA dal 2013, vinificazioni fedeli al vitigno. Seconda generazione (Stefano + Alberto Chiarlo), 110 ettari, oltre 1 milione di bottiglie/anno, 78% export.
Il Cortese è il vitigno autoctono del basso Piemonte e del Tortonese, base esclusiva della denominazione Gavi DOCG. Bacca bianca, acidità naturale elevata, profilo aromatico delicato giocato su fiori bianchi (acacia, biancospino), mela Renetta, agrumi (pompelmo soprattutto), erbe aromatiche fresche e una mineralità che sui suoli di marne argillose del Gavese diventa cifra stilistica. Vinificato in acciaio, dà bianchi sapidi e longevi che con qualche anno di bottiglia sviluppano note di idrocarburi tipiche dei grandi bianchi minerali.
