Flave
Bepin De Eto
• Veneto • Spumante
Perché piace a ENO
Incrocio Manzoni 13.0.25 — sigla di codice scolastico, dei tempi in cui la Scuola Enologica di Conegliano negli anni Trenta incrociava Raboso e Moscato d'Amburgo per ottenere uve aromatiche resistenti. Bepin De Eto è una delle poche cantine trevigiane che ancora lo coltiva, e ne ricava un rosato spumante Brut. Criomacerazione fredda di dodici ore sulle bucce per il colore, presa di spuma direttamente sul mosto senza aggiunta di zucchero. Pesca, albicocca, melone, litchis, pompelmo, ananas — esotismo dichiarato. Per chi pensa che 'rosato' significhi rosa.
— ENO
Il Flavé Rosato è il vino più anomalo del catalogo Bepin De Eto: una cantina che produce tutta la gamma DOCG Conegliano Valdobbiadene a base Glera, qui mette mano a un vitigno che la DOCG non ammette — l'Incrocio Manzoni 13.0.25, conosciuto anche come Manzoni Moscato. Si tratta di un vitigno raro, ottenuto dal prof. Luigi Manzoni alla Scuola Enologica di Conegliano nella seconda serie di esperimenti d'incrocio condotti tra il 1930 e il 1935. L'incrocio combina il Raboso Piave — vitigno autoctono trevigiano, robusto e tannico — con il Moscato d'Amburgo, varietà aromatica a bacca rossa: il risultato è un'uva grande, scarsa di colore in pelle, ricca dell'aroma fine di Moscato. Bepin De Eto è una delle poche cantine trevigiane che ancora lo coltiva, e lo vinifica con una tecnica vicina al metodo ancestrale moderno: nessuna fermentazione iniziale, dodici ore di criomacerazione fredda sulle bucce a dieci gradi per estrarre il colore rosa intenso, poi presa di spuma direttamente sul mosto fresco, senza aggiunta di zucchero per la rifermentazione. Il vino sosta tre mesi in acciaio e viene imbottigliato a cinque atmosfere di pressione. Il profilo aromatico è esotico — pesca bianca, albicocca, melone, litchis, pompelmo rosa, ananas maturo, rosa e ciclamino — restituendo l'eredità varietale del Moscato d'Amburgo in chiave fresca.
Bepin De Eto sta a San Pietro di Feletto dal 1965. Il nome è il soprannome dialettale veneto di Giuseppe Ceschin — "Bepin de Eto", Giuseppe del Nicoletto, quattro generazioni di famiglia che si chiamano l'una con l'altra come fanno i paesi piccoli. Oggi guida Ettore Ceschin, con le tre figlie e l'enologa Cristina Ceschin in cantina, affiancata dal consulente Marzio Pol. La cantina è identificata come produttore di Prosecco DOCG Conegliano Valdobbiadene — Brut, Extra Brut, Extra Dry, Rive — ma sul Flavé Rosato esce dalla denominazione canonical e si confronta con un vitigno raro: l'Incrocio Manzoni 13.0.25, frutto della Scuola Enologica di Conegliano negli anni Trenta. È una scelta di catalogo che dichiara appartenenza al territorio trevigiano oltre alla denominazione: la stessa famiglia che coltiva la Glera dei Prosecchi ha mantenuto in vigna uno degli incroci sperimentali della scuola enologica di paese. Il metodo di vinificazione del Flavé è ulteriormente distintivo: niente fermentazione di partenza, criomacerazione sulle bucce, presa di spuma sul mosto.
L'Incrocio Manzoni 13.0.25 — conosciuto anche come Manzoni Moscato — è uno dei vitigni sperimentali sviluppati dal prof. Luigi Manzoni alla Scuola Enologica di Conegliano nella seconda serie di esperimenti d'incrocio (1930-1935). Manzoni era ammiratore del Raboso Piave, vitigno autoctono trevigiano robusto e tannico, e cercò di crearne una versione che mantenesse l'identità territoriale ma producesse un vino più morbido e gradevole. Il 13.0.25 è il risultato dell'incrocio Raboso Piave × Moscato d'Amburgo: l'uva si presenta con bacche grandi, poco ricche di colore, leggero contenuto zuccherino, acidità pronunciata, e soprattutto un fine aroma di Moscato. È un vitigno raro, coltivato in pochi comuni della provincia di Treviso, e la sua produzione totale è quasi tutta destinata a spumanti rosati. Bepin De Eto lo coltiva sulle colline di San Pietro di Feletto a 270 metri sul livello del mare, su suolo argilloso, esposizione Est–Ovest, allevato a Guyot a 4.000 piante per ettaro. La vendemmia avviene nella seconda decade di settembre, più tardiva rispetto alla Glera della stessa cantina. La vinificazione restituisce il profilo varietale: il colore rosa intenso dalla macerazione fredda sulle bucce, l'aroma esotico moscato (pesca, albicocca, melone, litchis, pompelmo, ananas) ereditato dal Moscato d'Amburgo, la freschezza acida dal Raboso. Una traccia diretta della ricerca enologica di Conegliano del secolo scorso, ancora in bottiglia.
Flave
Bepin De Eto
• Veneto • Spumante
Perché piace a ENO
Incrocio Manzoni 13.0.25 — sigla di codice scolastico, dei tempi in cui la Scuola Enologica di Conegliano negli anni Trenta incrociava Raboso e Moscato d'Amburgo per ottenere uve aromatiche resistenti. Bepin De Eto è una delle poche cantine trevigiane che ancora lo coltiva, e ne ricava un rosato spumante Brut. Criomacerazione fredda di dodici ore sulle bucce per il colore, presa di spuma direttamente sul mosto senza aggiunta di zucchero. Pesca, albicocca, melone, litchis, pompelmo, ananas — esotismo dichiarato. Per chi pensa che 'rosato' significhi rosa.
— ENO
Il Flavé Rosato è il vino più anomalo del catalogo Bepin De Eto: una cantina che produce tutta la gamma DOCG Conegliano Valdobbiadene a base Glera, qui mette mano a un vitigno che la DOCG non ammette — l'Incrocio Manzoni 13.0.25, conosciuto anche come Manzoni Moscato. Si tratta di un vitigno raro, ottenuto dal prof. Luigi Manzoni alla Scuola Enologica di Conegliano nella seconda serie di esperimenti d'incrocio condotti tra il 1930 e il 1935. L'incrocio combina il Raboso Piave — vitigno autoctono trevigiano, robusto e tannico — con il Moscato d'Amburgo, varietà aromatica a bacca rossa: il risultato è un'uva grande, scarsa di colore in pelle, ricca dell'aroma fine di Moscato. Bepin De Eto è una delle poche cantine trevigiane che ancora lo coltiva, e lo vinifica con una tecnica vicina al metodo ancestrale moderno: nessuna fermentazione iniziale, dodici ore di criomacerazione fredda sulle bucce a dieci gradi per estrarre il colore rosa intenso, poi presa di spuma direttamente sul mosto fresco, senza aggiunta di zucchero per la rifermentazione. Il vino sosta tre mesi in acciaio e viene imbottigliato a cinque atmosfere di pressione. Il profilo aromatico è esotico — pesca bianca, albicocca, melone, litchis, pompelmo rosa, ananas maturo, rosa e ciclamino — restituendo l'eredità varietale del Moscato d'Amburgo in chiave fresca.
Bepin De Eto sta a San Pietro di Feletto dal 1965. Il nome è il soprannome dialettale veneto di Giuseppe Ceschin — "Bepin de Eto", Giuseppe del Nicoletto, quattro generazioni di famiglia che si chiamano l'una con l'altra come fanno i paesi piccoli. Oggi guida Ettore Ceschin, con le tre figlie e l'enologa Cristina Ceschin in cantina, affiancata dal consulente Marzio Pol. La cantina è identificata come produttore di Prosecco DOCG Conegliano Valdobbiadene — Brut, Extra Brut, Extra Dry, Rive — ma sul Flavé Rosato esce dalla denominazione canonical e si confronta con un vitigno raro: l'Incrocio Manzoni 13.0.25, frutto della Scuola Enologica di Conegliano negli anni Trenta. È una scelta di catalogo che dichiara appartenenza al territorio trevigiano oltre alla denominazione: la stessa famiglia che coltiva la Glera dei Prosecchi ha mantenuto in vigna uno degli incroci sperimentali della scuola enologica di paese. Il metodo di vinificazione del Flavé è ulteriormente distintivo: niente fermentazione di partenza, criomacerazione sulle bucce, presa di spuma sul mosto.
L'Incrocio Manzoni 13.0.25 — conosciuto anche come Manzoni Moscato — è uno dei vitigni sperimentali sviluppati dal prof. Luigi Manzoni alla Scuola Enologica di Conegliano nella seconda serie di esperimenti d'incrocio (1930-1935). Manzoni era ammiratore del Raboso Piave, vitigno autoctono trevigiano robusto e tannico, e cercò di crearne una versione che mantenesse l'identità territoriale ma producesse un vino più morbido e gradevole. Il 13.0.25 è il risultato dell'incrocio Raboso Piave × Moscato d'Amburgo: l'uva si presenta con bacche grandi, poco ricche di colore, leggero contenuto zuccherino, acidità pronunciata, e soprattutto un fine aroma di Moscato. È un vitigno raro, coltivato in pochi comuni della provincia di Treviso, e la sua produzione totale è quasi tutta destinata a spumanti rosati. Bepin De Eto lo coltiva sulle colline di San Pietro di Feletto a 270 metri sul livello del mare, su suolo argilloso, esposizione Est–Ovest, allevato a Guyot a 4.000 piante per ettaro. La vendemmia avviene nella seconda decade di settembre, più tardiva rispetto alla Glera della stessa cantina. La vinificazione restituisce il profilo varietale: il colore rosa intenso dalla macerazione fredda sulle bucce, l'aroma esotico moscato (pesca, albicocca, melone, litchis, pompelmo, ananas) ereditato dal Moscato d'Amburgo, la freschezza acida dal Raboso. Una traccia diretta della ricerca enologica di Conegliano del secolo scorso, ancora in bottiglia.
