San Germano
Marchesi Alfieri
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Mi avvicino al San Germano sapendo che è una rarità storica: un Pinot Nero astigiano nato perché Cavour lo volle qui nel 1851. Nel bicchiere 2022 ritrovo la coerenza di quella scelta — naso di viola e mirtillo, sorso che non imita la Borgogna ma cerca un equilibrio fra il calore del Monferrato e il varietale. È un vino che sa migliorare in bottiglia con calma.
— ENO
Il vigneto del San Germano sorge sul versante nord della collina del castello barocco di Marchesi Alfieri. L'esposizione settentrionale è una scelta tecnica per preservare la freschezza varietale del Pinot Nero in un'area astigiana calda. Il vitigno è arrivato qui nel 1851 grazie a Camillo Benso di Cavour, su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart, in occasione del matrimonio fra Carlo Alfieri di Sostegno e Giuseppina Benso di Cavour — è una delle continuità storiche più singolari del Monferrato. Produzione di sole 4.000 bottiglie e solo nelle annate con andamento stagionale favorevole.
Marchesi Alfieri è una storica azienda agricola del Monferrato astigiano con sede nel castello di San Martino Alfieri (AT), trasformato in forma barocca nel 1696. Dal 1988 è guidata dalle tre sorelle Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano; dal 1999 l'enologo è Mario Olivero. 21 ha vitati su 140 ha totali, certificazione SQNPI. Il San Germano è la diretta eredità del Pinot Nero introdotto in tenuta nel 1851 da Camillo Benso di Cavour.
Il Pinot Nero è vitigno internazionale di origine borgognona, a bacca nera con buccia fine e basso contenuto di antociani — caratteristica che dà ai suoi vini un rubino chiaro mai impenetrabile. Profilo aromatico riconoscibile: viola, mirtillo, sottobosco, spezie dolci. Nelle vigne degli Alfieri arrivò nel 1851 per volontà di Camillo Benso di Cavour, ed è quindi un vitigno piemontese di adozione storica lunga, atipico per l'Astigiano dove dominano Barbera, Grignolino e Nebbiolo.
San Germano
Marchesi Alfieri
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Mi avvicino al San Germano sapendo che è una rarità storica: un Pinot Nero astigiano nato perché Cavour lo volle qui nel 1851. Nel bicchiere 2022 ritrovo la coerenza di quella scelta — naso di viola e mirtillo, sorso che non imita la Borgogna ma cerca un equilibrio fra il calore del Monferrato e il varietale. È un vino che sa migliorare in bottiglia con calma.
— ENO
Il vigneto del San Germano sorge sul versante nord della collina del castello barocco di Marchesi Alfieri. L'esposizione settentrionale è una scelta tecnica per preservare la freschezza varietale del Pinot Nero in un'area astigiana calda. Il vitigno è arrivato qui nel 1851 grazie a Camillo Benso di Cavour, su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart, in occasione del matrimonio fra Carlo Alfieri di Sostegno e Giuseppina Benso di Cavour — è una delle continuità storiche più singolari del Monferrato. Produzione di sole 4.000 bottiglie e solo nelle annate con andamento stagionale favorevole.
Marchesi Alfieri è una storica azienda agricola del Monferrato astigiano con sede nel castello di San Martino Alfieri (AT), trasformato in forma barocca nel 1696. Dal 1988 è guidata dalle tre sorelle Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano; dal 1999 l'enologo è Mario Olivero. 21 ha vitati su 140 ha totali, certificazione SQNPI. Il San Germano è la diretta eredità del Pinot Nero introdotto in tenuta nel 1851 da Camillo Benso di Cavour.
Il Pinot Nero è vitigno internazionale di origine borgognona, a bacca nera con buccia fine e basso contenuto di antociani — caratteristica che dà ai suoi vini un rubino chiaro mai impenetrabile. Profilo aromatico riconoscibile: viola, mirtillo, sottobosco, spezie dolci. Nelle vigne degli Alfieri arrivò nel 1851 per volontà di Camillo Benso di Cavour, ed è quindi un vitigno piemontese di adozione storica lunga, atipico per l'Astigiano dove dominano Barbera, Grignolino e Nebbiolo.
