Perdaudin
Angelo Negro
• Piemonte • Bianco
Perché piace a ENO
Si chiama Perdaudin perché è la storpiatura dialettale di 'Per d'Audino' — Podere di Audino, lo stesso registrato nel 1670 nell'archivio di Monteu Roero come proprietà di un Giovanni Dominico Negro, figlio di Audino. Tra l'estratto catastale e questa bottiglia: trecentocinquantacinque anni e la stessa terra. È l'Arneis che non si beve come aperitivo, si beve come si beve un Chablis.
— ENO
Perdaudin è l'etichetta bandiera di Angelo Negro: un Roero Arneis Riserva DOCG da single vineyard prodotto interamente nei vigneti della Cascina Perdaudin a Monteu Roero, a 320 metri di altitudine. Il nome è la corruzione dialettale piemontese di 'Per d'Audino' — letteralmente Podere di Audino — e fa riferimento al padre di Giovanni Dominico Negro, il capostipite della famiglia registrato in un estratto catastale del Comune di Monteu Roero del 1670. Il vigneto del Perdaudin è quindi lo stesso pezzo di terra documentato tre secoli e mezzo fa. I suoli sono calcareo-sabbiosi e ricchi di conchiglie fossili marine: la firma geologica del Bacino Pliocenico Astigiano.
Angelo Negro è una famiglia del Roero documentata dal 1670 nell'archivio catastale di Monteu Roero. Guidata oggi da Giovanni Negro con la moglie Maria Elisa e i quattro figli, l'azienda coltiva quasi 70 ettari distribuiti su Roero, Barbaresco e Barolo, dedicati esclusivamente ai vitigni autoctoni piemontesi vinificati con metodi tradizionali.
L'Arneis è il vitigno autoctono a bacca bianca simbolo del Roero. Recuperato dall'estinzione negli anni Settanta da pochi produttori — tra cui la famiglia Negro — è oggi la base della denominazione Roero Arneis DOCG. Sui suoli sabbiosi marini del Roero esprime un profilo distintivo, lontano dai bianchi convenzionali del Piemonte: fiori bianchi, frutta a polpa gialla, mineralità salina marcata. Nelle versioni Riserva, con lunghi affinamenti sui lieviti, mostra una struttura e una capacità di invecchiamento (fino a 10 anni) che sfida il pregiudizio dell'Arneis come bianco di pronta beva.
Perdaudin
Angelo Negro
• Piemonte • Bianco
Perché piace a ENO
Si chiama Perdaudin perché è la storpiatura dialettale di 'Per d'Audino' — Podere di Audino, lo stesso registrato nel 1670 nell'archivio di Monteu Roero come proprietà di un Giovanni Dominico Negro, figlio di Audino. Tra l'estratto catastale e questa bottiglia: trecentocinquantacinque anni e la stessa terra. È l'Arneis che non si beve come aperitivo, si beve come si beve un Chablis.
— ENO
Perdaudin è l'etichetta bandiera di Angelo Negro: un Roero Arneis Riserva DOCG da single vineyard prodotto interamente nei vigneti della Cascina Perdaudin a Monteu Roero, a 320 metri di altitudine. Il nome è la corruzione dialettale piemontese di 'Per d'Audino' — letteralmente Podere di Audino — e fa riferimento al padre di Giovanni Dominico Negro, il capostipite della famiglia registrato in un estratto catastale del Comune di Monteu Roero del 1670. Il vigneto del Perdaudin è quindi lo stesso pezzo di terra documentato tre secoli e mezzo fa. I suoli sono calcareo-sabbiosi e ricchi di conchiglie fossili marine: la firma geologica del Bacino Pliocenico Astigiano.
Angelo Negro è una famiglia del Roero documentata dal 1670 nell'archivio catastale di Monteu Roero. Guidata oggi da Giovanni Negro con la moglie Maria Elisa e i quattro figli, l'azienda coltiva quasi 70 ettari distribuiti su Roero, Barbaresco e Barolo, dedicati esclusivamente ai vitigni autoctoni piemontesi vinificati con metodi tradizionali.
L'Arneis è il vitigno autoctono a bacca bianca simbolo del Roero. Recuperato dall'estinzione negli anni Settanta da pochi produttori — tra cui la famiglia Negro — è oggi la base della denominazione Roero Arneis DOCG. Sui suoli sabbiosi marini del Roero esprime un profilo distintivo, lontano dai bianchi convenzionali del Piemonte: fiori bianchi, frutta a polpa gialla, mineralità salina marcata. Nelle versioni Riserva, con lunghi affinamenti sui lieviti, mostra una struttura e una capacità di invecchiamento (fino a 10 anni) che sfida il pregiudizio dell'Arneis come bianco di pronta beva.
