Barolo del Comune di Monforte d'Alba
Domenico Clerico
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Mi sono chiesto perché Clerico facesse un Barolo "comunale" quando ha cru come Ginestra e Mosconi che da soli valgono un'etichetta. Poi ho capito che è il contrario di una rinuncia: il Barolo del Comune di Monforte è la carta d'identità della cantina, il vino che mette insieme le parcelle che NON finiscono nei cru singoli e ne fa la sintesi del paese intero. Niente MGA in etichetta, solo Monforte. Lo apro e ci trovo la ciliegia matura, la rosa appassita, il catrame e il tabacco da pipa che è la firma del Nebbiolo di qui; il tannino è fitto ma nobile, di quelli che chiedono qualche anno o un brasato adesso. È un Barolo che non grida il nome di una vigna sola: racconta un comune. E a volte capire un territorio vale più di possedere un cru.
— ENO
Il Barolo del Comune di Monforte d'Alba nasce nel 2011, quando il disciplinare Barolo DOCG introduce le menzioni geografiche comunali. Per Domenico Clerico è l'occasione di dare forma a un'idea: un Barolo che non sia l'espressione di un singolo cru ma la sintesi dell'intero comune di Monforte d'Alba. Il vino assembla le migliori parcelle di Nebbiolo della cantina situate a Monforte, lasciando fuori gli MGA che hanno già il loro vino dedicato — Ginestra dà il Ciabot Mentin e il Pajana, Bussia il Briccotto, Mosconi il Percristina. Quello che resta, le vigne più vecchie (impianti dal 1968) sulle marne di Sant'Agata, confluisce in questo blend intra-comunale. La cantina lo descrive come "l'essenza di Monforte, in costante evoluzione, con l'ambizione di essere la rappresentazione più pura del carattere del territorio". È il Barolo d'ingresso della casa, ma anche la sua dichiarazione d'identità.
Domenico Clerico è una cantina di Monforte d'Alba fondata nel 1976. Negli anni Ottanta Domenico è stato una delle voci dei Barolo Boys, gruppo che ha riscritto lo stile del Barolo. Oggi 21 ettari tra Monforte e Serralunga, guida di Giuliana + team con direzione Oscar Arrivabene dopo la scomparsa di Domenico nel 2017.
Il Nebbiolo è il vitigno autoctono più nobile del Piemonte, documentato in Langa dal XIII secolo, e l'unico ammesso nel Barolo DOCG. Il nome deriva dalla nebbia che avvolge i vigneti nella raccolta tardiva o dalla pruina cerosa degli acini maturi. Matura tardi, predilige suoli marnoso-calcarei collinari esposti a sud. A Monforte d'Alba, sulle marne di Sant'Agata fossili del Tortoniano, dà Barolo di grande struttura e longevità: tannino fitto, acidità marcata, aromi di rosa appassita, viola, ciliegia, catrame, tabacco, liquirizia, con un'evoluzione verso il cuoio nobile e le spezie. Il Barolo del Comune di Monforte ne è l'espressione territoriale d'assemblaggio.
Barolo del Comune di Monforte d'Alba
Domenico Clerico
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Mi sono chiesto perché Clerico facesse un Barolo "comunale" quando ha cru come Ginestra e Mosconi che da soli valgono un'etichetta. Poi ho capito che è il contrario di una rinuncia: il Barolo del Comune di Monforte è la carta d'identità della cantina, il vino che mette insieme le parcelle che NON finiscono nei cru singoli e ne fa la sintesi del paese intero. Niente MGA in etichetta, solo Monforte. Lo apro e ci trovo la ciliegia matura, la rosa appassita, il catrame e il tabacco da pipa che è la firma del Nebbiolo di qui; il tannino è fitto ma nobile, di quelli che chiedono qualche anno o un brasato adesso. È un Barolo che non grida il nome di una vigna sola: racconta un comune. E a volte capire un territorio vale più di possedere un cru.
— ENO
Il Barolo del Comune di Monforte d'Alba nasce nel 2011, quando il disciplinare Barolo DOCG introduce le menzioni geografiche comunali. Per Domenico Clerico è l'occasione di dare forma a un'idea: un Barolo che non sia l'espressione di un singolo cru ma la sintesi dell'intero comune di Monforte d'Alba. Il vino assembla le migliori parcelle di Nebbiolo della cantina situate a Monforte, lasciando fuori gli MGA che hanno già il loro vino dedicato — Ginestra dà il Ciabot Mentin e il Pajana, Bussia il Briccotto, Mosconi il Percristina. Quello che resta, le vigne più vecchie (impianti dal 1968) sulle marne di Sant'Agata, confluisce in questo blend intra-comunale. La cantina lo descrive come "l'essenza di Monforte, in costante evoluzione, con l'ambizione di essere la rappresentazione più pura del carattere del territorio". È il Barolo d'ingresso della casa, ma anche la sua dichiarazione d'identità.
Domenico Clerico è una cantina di Monforte d'Alba fondata nel 1976. Negli anni Ottanta Domenico è stato una delle voci dei Barolo Boys, gruppo che ha riscritto lo stile del Barolo. Oggi 21 ettari tra Monforte e Serralunga, guida di Giuliana + team con direzione Oscar Arrivabene dopo la scomparsa di Domenico nel 2017.
Il Nebbiolo è il vitigno autoctono più nobile del Piemonte, documentato in Langa dal XIII secolo, e l'unico ammesso nel Barolo DOCG. Il nome deriva dalla nebbia che avvolge i vigneti nella raccolta tardiva o dalla pruina cerosa degli acini maturi. Matura tardi, predilige suoli marnoso-calcarei collinari esposti a sud. A Monforte d'Alba, sulle marne di Sant'Agata fossili del Tortoniano, dà Barolo di grande struttura e longevità: tannino fitto, acidità marcata, aromi di rosa appassita, viola, ciliegia, catrame, tabacco, liquirizia, con un'evoluzione verso il cuoio nobile e le spezie. Il Barolo del Comune di Monforte ne è l'espressione territoriale d'assemblaggio.
